Il Corriere piccolo (Charadrius dubius) in Provincia di Varese: una storia fotografica

a cura di Fabio Saporetti

Riassunto

Questo rapporto delinea lo status riproduttivo del Corriere piccolo in Provincia di Varese nel periodo 2010-2014: la specie è inserita nella Lista Rossa italiana come Quasi minacciata (NT, Near Threathened) a causa del disturbo antropico che caratterizza gli ambienti di nidificazione. Sono descritti alcuni habitat potenzialmente favorevoli all’insediamento delle coppie territoriali e l’operazione di protezione di una covata con gabbia metallica sull’isola alla foce del fiume Tresa.

ottobre 2014

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Introduzione

Il Corriere piccolo, Charadrius dubius, è un piccolo Limicolo appartenente alla famiglia dei Charadridae: In Italia è specie migratrice nidificante in tutta la penisola, con maggiore diffusione nella Pianura Padana e sui medio-alti versanti tirrenici ed adriatici, in Sardegna e Sicilia (Brichetti & Fracasso, 2004); sebbene le popolazioni della parte meridionale dell’areale possano svernare nel bacino mediterraneo, gran parte della popolazione dell’Europa occidentale sverna in Africa a sud del Sahara, tra il parallelo 18° N e l’equatore (Delany et al., 2009). La riproduzione avviene negli adatti ambienti aperti dell’interno e della costa, con utilizzo sempre più spesso di habitat di derivazione antropica quali piazzali industriali, cave, bacini di decantazione, sbancamenti stradali, oltre che sui classici greti ed isole fluviali e lacustri (Brichetti & Fracasso, 2004). In Italia la specie è compresa nella Lista Rossa 2011 degli Uccelli Nidificanti, valutata come NT (Near Threathened) o Quasi minacciata (Peronace et al., 2012,) per il forte disturbo antropico che si registra negli ambienti di nidificazione. Anche nella vicina Svizzera il Corriere piccolo registra un trend negativo della popolazione ed è compreso nella Lista Rossa nazionale: valutata nella categoria VU (Vulnerabile) nel 2001 (Keller et al., 2001), ha visto peggiorare il proprio stato di conservazione nel decennio successivo, con la classificazione di Endangered (EN) o Fortemente minacciato (Keller et al., 2010) a causa della forte diminuzione degli effettivi; nel Cantone Ticino la specie è compresa nelle trentadue Specie Prioritarie Regionali (SPR) che necessitano di interventi mirati di protezione degli habitat, in particolare lungo i fiumi Maggia, Verzasca e Ticino (Scandolara & Lardelli, 2007). In Pianura Padana la consistenza della popolazione è stata valutata in 1000-2000 cp (Brichetti & Fracasso, 2004): dai risultati relativi all’Atlante degli Uccelli Nidificanti in Italia, disponibili sul portale ornitho.it per il periodo 2010-2014 (accesso al 16 ottobre 2014 – www.ornitho.it) si può osservare come la nidificazione della specie interessi tutte le province lombarde. Storicamente in provincia di Varese il Corriere piccolo era specie legata prevalentemente alle sponde del Ticino, in cui era solito nidificare, con sporadiche presenze sul Lago Maggiore in cui non sono però documentate coppie nidificanti (Bianchi et al., 1973); nella prima metà degli anni ’80 manteneva l’areale riproduttivo lungo l’asta fluviale, ma già erano state rinvenute nidificazioni della specie in cave di ghiaia e sabbia in parziale attività o abbandonate, a Travedona, Somma Lombardo e Gerenzano, oltre che nelle vasche di contenimento del Rile e Tenore, in comune di Cassano Magnago (Guenzani & Saporetti, 1988). Nel periodo 1997-2000, nell’ambito del Progetto SIT-Fauna, la nidificazione del Corriere piccolo era stata accertata esclusivamente sui greti del Ticino, mentre la nidificazione sul Verbano era ritenuta irregolare (Viganò in Tosi e Zilio, 2002). Nella prima metà degli anni 2000, nel corso dei rilievi dell’Atlante Ornitologico Georeferenziato negli anni 2003-2005, il Corriere piccolo era stato rinvenuto nidificante sia lungo il Ticino, nel tratto tra Castelnovate e Tornavento e, finalmente, anche sul Lago Maggiore, sull’isola di sabbia e ghiaia ubicata alla foce del fiume Tresa a Germignaga (Gagliardi et al., 2007): nell’anno 2005 infatti Michele Viganò aveva accertato la presenza di due coppie che avevano deposto entrambe 4 uova, con la schiusa avvenuta nella prima settimana di luglio; solo un giovane per coppia era stato però in grado di completare il periodo di crescita fino al momento della migrazione. Nel 2006 era stata osservata la presenza di 4-5 individui estivanti ma, a causa del forte disturbo antropico, la nidificazione non aveva avuto luogo.

Figura 1-giugno 2014, isola del fiume Tresa: la coppia nidificante (femmina a sinistra, maschio a destra). Foto di Fabio Saporetti
Figura 1-giugno 2014, isola del fiume Tresa: la coppia nidificante (femmina a sinistra, maschio a destra). Foto di Fabio Saporetti

 

Il Corriere piccolo ed il nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Italia 2010-2014 sulla piattaforma www.ornitho.it

L’avvio dei rilevamenti di questo progetto, recentemente esteso anche alla stagione riproduttiva 2015, i cui dati confluiranno anche nell’elaborazione del nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Europa 2013-2017 (EBBA2 o European Breeding Birds Atlas 2 su www.ebcc.info, accesso al 16 ottobre 2014), coincidono quindi con una nuova serie di rilievi sul campo. Dalla cartografia online si può osservare come in Provincia di Varese, il Corriere piccolo riesca ancora a mantenere una popolazione vitale, con dati di nidificazione probabile e certa che riguardano diverse aree tra il 2010 ed il 2014. La specie depone solitamente 3-4 uova (range 1-5) con schiusa sincrona, ha un periodo di incubazione di 24-25 giorni (22-28) ed un periodo di sviluppo di 25-27  (24-29; Brichetti &Fracasso, 2004); comprendendo quindi il periodo di deposizione di una covata media di 3-4 uova, la durata del periodo di sviluppo varia in un intervallo di 52-56 giorni. I pulli sono nidifughi e fin dal primo giorno si alimentano autonomamente: oltre ai consueti fattori naturali, la sopravvivenza dei giovani dipende sia dall’imprevedibile disturbo antropico, sia dagli stessi elementi naturali costituiti dalle variazioni improvvise del livello delle acque, che possono sommergere le effimere e piccole aree dove le coppie depongono ed allevano la prole.

Figura 2: pullo dell'età di 1 giorno. Area Centro Commerciale IPER, Varese. Foto di Mirko Tomasi
Figura 2: pullo dell’età di 1 giorno. Area Centro Commerciale IPER, Varese. Foto di Mirko Tomasi

 

Fenologia

Nell’arco dell’anno è possibile rinvenire il Corriere piccolo sul territorio provinciale per 7 mesi, nel periodo compreso da marzo a settembre: Bianchi et al. (1973) citano la specie come “frequente nel mese di ottobre, e qualche volta in novembre”, ma dati più recenti, dalla fine degli anni ’90 in avanti, non comprendono i mesi autunnali, nonostante il netto incremento di osservatori e birdwatchers. Viganò (Tosi & Zilio, 2002), per il periodo 1997-2000 riporta infatti la specie presente nei mesi tra marzo e settembre ed i recenti dati ricavati dal data-base di ornitho.it confermano (Tabella 1), almeno temporaneamente, questa finestra temporale per il periodo 2010-2014:

Tab1

 

E’ necessario sottolineare come i dati fenologici riportati nella Tabella 1 non derivino da studi mirati alla specie, ma rientrino nel novero delle normali osservazioni “generalizzate” inserite nel database. Per il vicino Piemonte, un confronto con le prime ed ultime date di osservazione per gli anni 2007-2012 (Tabella 2), rivela alcune date anticipate per la migrazione primaverile (17 e 22 febbraio), valori che rientrano comunque nel range fenologico primaverile noto (metà febbraio-maggio, Brichetti & Fracasso, 2004):

Tabella 2: date di primo ed ultimo avvistamento del Corriere piccolo
Tabella 2: date di primo ed ultimo avvistamento del Corriere piccolo nel periodo 2007-2012 – *Riv. Piem St.Nat.30, **Riv. Piem St.Nat.31, ***Riv. Piem St.Nat.32, °Riv. Piem St.Nat.33, °°Riv. Piem St.Nat.34

 

L’habitat riproduttivo potenziale

Il Corriere piccolo nidifica o, si potrebbe dire, “tenta di riprodursi” a causa dell’elevato disturbo antropico e delle caratteristiche “effimere” dell’ambiente che frequenta, in alcune aree della provincia illustrate in Figura 3: i dati utilizzati per assemblare questa carta provengono dal data-base di ornitho.it (periodo 2010-2014) e comprendono solo le osservazioni associate ai codici atlanti di nidificazione probabile e certa, unitamente alle informazioni fornite dagli autori interpellati.

Le 7 aree comprendono sia zone naturali (A,E) sia, soprattutto, zone di origine antropica, quali laghetti artificiali con sponde con vegetazione erbacea (B), sterrati adibiti a parcheggio (C), cave in disuso (D), zone aeroportuali (F), vasche di decantazione (G).

Figura 3: aree con presenza di coppie territoriali
Figura 3: aree con presenza di coppie territoriali

A: foce fiume Tresa, B: PLIS Bevera, C: area IPER Varese, D: area di Ternate, E: fiume Ticino, F: aeroporto di Malpensa, G: area di Lonate Pozzolo

L’area A, costituita dall’isola di sabbia e ciottoli (Figura 4 e 5) che si forma alla foce del fiume Tresa, è, come riportato nell’introduzione, un sito naturale, conosciuto da diversi anni per la riproduzione di questa specie: la dimensione dell’isola varia in continuazione, in relazione al livello delle acque del fiume e del lago. Nel  2013 il Consiglio Comunale di Germignaga, su proposta dell’Assessore Corbellini, ha sottoscritto all’unanimità, con apposita delibera, l’importanza ecologica dell’area, impegnandosi a preservarne l’integrità. Nuovamente nel 2014 una coppia ha nidificato, deponendo 4 uova. Si è deciso di proteggere questa nidificazione con apposita gabbia metallica (cfr protezione delle covate) per evitare la predazione da parte della Cornacchia grigia ed il disturbo da parte umana: è stato compiuto uno sforzo notevole di controllo dell’area, coinvolgendo anche le GEV della Comunità Montana Valli del Verbano. Tutte è 4 uova sono schiuse e due giovani sono arrivati al momento della partenza per la zone di svernamento: l’ultima osservazione nel sito risale al 26 settembre, con l’osservazione di un giovane.

Figura 4: area A, isola alla foce del fiume Tresa, luglio 2014. Foto di Fabio Saporetti
Figura 4: area A, isola alla foce del fiume Tresa, luglio 2014. Foto di Fabio Saporetti
Figura 5: dopo le piogge dell'agosto 2014 l'isola è quasi scomparsa. Foto di Fabio Saporetti
Figura 5: dopo le piogge dell’agosto 2014 l’isola è quasi scomparsa. Foto di Fabio Saporetti

 

Nel sito B, in comune di Arcisate compreso nel territorio del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Bevera, era stato osservato nell’anno 2010 (Tomasi, com. pers.) l’accoppiamento di due individui, lungo le sponde erbacee (Figura 6) del laghetto  artificiale Tavola adibito alla pesca sportiva; nel 2012 in zona era stata segnalata ancora la presenza di una coppia, ma non sono stati ottenuti dati che possano confermare la nidificazione.

Figura 6: area B, in comune di Arcisate. Laghetto artificiale Tavola. Foto di Mirko Tomasi
Figura 6: area B, in comune di Arcisate. Laghetto artificiale Tavola. Foto di Mirko Tomasi

 

La zona C corrisponde ad un’area adiacente al Centro Commerciale IPER di Varese (Figura 7), che risulta essere sicuramente una delle più disturbate tra quelle scelte dalla specie quale habitat riproduttivo, poiché utilizzata come parcheggio per veicoli. Nonostante questo fattore per ben tre anni la specie ha nidificato: nel 2011 è stato rinvenuto 1 pullo che è stato visto crescere fino al 13 giugno; dopo tale data non si è però avuto più nessun contatto. Nel 2012 era ancora presente una coppia territoriale, ma non sono state riportate segnalazioni di individui in cova o, successivamente, giovani.Nel 2013 il primo avvistamento della coppia (Tomasi, com. pers.) risale al 14 maggio, mentra la scoperta del nido con 4 uova risale al 13 giugno, con l’osservazione del maschio e della femmina (Figura 8) che si alternano nella cova. La presenza della coppia in cova è stata accertata fino al 26 giugno: il giorno 29  le uova erano scomparse, probabilmente predate o distrutte dal passaggio di qualche veicolo. Nel 2014 esiste solo la segnalazione relativa alla presenza di 1 maschio.

Figura 7: area C, presso centro commerciale IPER di Varese. Un individuo sul substrato ghiaioso. Foto di Andrea Vidolini
Figura 7: area C, presso centro commerciale IPER di Varese. Un individuo sul substrato ghiaioso. Foto di Andrea Vidolini
Figura 8: femmina della coppia 2013, area C. Foto di Mirko Tomasi
Figura 8: femmina della coppia 2013, area C. Foto di Mirko Tomasi

L’area D corrisponde alla ex-cava di Ternate (Figura 9 e 10): le segnalazioni riguardano la presenza di almeno 4/5 individui, di cui due coppie territoriali (Giussani L. & E., com.pers) con codice 8 tra il 29 giugno ed il 13 luglio 2014. A causa delle forti piogge del mese, il fondo della cava si è allagato e gli individui hanno abbandonato il sito e non sono più stati contattati.

Figura 9: area D, ex-cava di Ternate. Foto di Enrico Giussani
Figura 9: area D, ex-cava di Ternate. Foto di Enrico Giussani
Figura 10: area D, ex cava di Ternate. Foto di Luca Giussani
Figura 10: area D, ex cava di Ternate. Foto di Luca Giussani

L’area E rappresenta il tipico habitat riproduttivo della specie con le isole di ghiaia ed i greti del fiume Ticino (Figura 11): Giuseppe Taverna (com.pers.) riferisce di coppie territoriali presenti nella zona di Somma Lombardo, Castelnovate e Lonate Pozzolo, tra gli anni 2012 e 2014 (un dato con codice 8).

Figura 11: coppia sul fiume Ticino, in comune di Somma Lombardo, anno 2014. Foto di Giuseppe Taverna
Figura 11: coppia sul fiume Ticino, in comune di Somma Lombardo, anno 2014. Foto di Giuseppe Taverna

Il sito F corrisponde all’aeroporto della Malpensa (Figura 12): ampi spazi aperti con bassa vegetazione uniti a lunghi nastri d’asfalto. Le nidificazioni riportate in ornitho.it riguardano sia l’anno 2011 (codice 11) che il 2013 (codice 13; accertamento della presenza di 2 pulli). Nel 2011 si evidenzia una presenta costante della specie nell’aeroporto da metà marzo ad agosto, con evidenti attività di difesa territoriale (Vidolini, 2014).

Figura 12: area F. Un individuo nei pressi del territorio riproduttivo; sullo sfondo la pista d'asfalto. Foto di Andrea Vidolini
Figura 12: area F. Un individuo nei pressi del territorio riproduttivo; sullo sfondo la pista d’asfalto. Foto di Andrea Vidolini

Infine il sito G coincide con le vasche di laminazione del Torrente Arno (Figura 13) in comune di Lonate Pozzolo: una nidificazione certa è riportata per l’anno 2011, in concomitanza con la bonifica delle vasche.  I lavori di prosciugamento del bacino, con la stesura di uno strato di ghiaia e sassi,  avevano permesso la crescita di una rada vegetazione erbacea, e la specie aveva trovato un ideale habitat riproduttivo: in data 29 maggio  era stati osservati due pulli (Nicoli, com.pers.). Per il 2012 è riportato un codice 8 (grida d’allarme o altri comportamenti che indicano la presenza di un nido o di giovani nelle vicinanze) al 9 giugno, ma non sono poi stati raccolti altri dati. Sempre nello stesso anno vengono osservati i gruppi più numerosi in Provincia, rispettivamente di 15 e 20 individui, in aprile e il 15 luglio.

Figura 13: area G, vasche di laminazione del torrente Arno. Foto di Silvio Colaone
Figura 13: area G, vasche di laminazione del torrente Arno. Foto di Silvio Colaone

La protezione delle covate

La nidificazione del 2014 presso il sito A, l’isola alla foce del fiume Tresa, ha rappresentato la giusta occasione per sperimentare la protezione attiva di una covata della specie. E’ noto come Fratino e Corriere piccolo (Antinori et al. 2011, Borgo 2013, Gulicks & Kemp 2007, Meschini et al. 2011, Morici et al. 2013, etc.) ben sopportino, incrementando moltissimo il successo di schiusa, l’applicazione di una gabbia metallica di opportune dimensioni, posta sopra le uova, per evitare la possibile predazione da parte di altri uccelli (es. Gabbiano reale, Cornacchia grigia) o mammiferi, riducendo nel contempo la possibilità che le uova siano anche calpestate inavvertitamente da esseri umani.

Rinvenuta la covata della coppia l’1/06/14 (Figura 14), il giorno successivo si è deciso di apporre, in collaborazione con Giovanni Corbellini, la protezione sulla base del modello proposto da Gulicks & Kemp 2007: una gabbia metallica di 60x60x30 cm con maglia di 5 cm e 4 aperture laterali, larghe 5cm ed alte 10cm, per consentire l’agevole passaggio degli individui nidificanti escludendo nel contempo i possibili predatori. L’operazione dura 4 minuti: il tempo necessario per appoggiare la gabbia, spingerla nella sabbia/ghiaia e fissare dei picchetti (Figura 15) in modo tale che non sia facilmente asportabile. Esattamente un minuto dopo che la gabbia è  posizionata, un individuo della coppia ritorna al nido e, dopo aver fatto un giro completo della struttura, entra deciso e riprende a covare (Figura 16).

Figura 14: nido al 1 giugno 2014, area A. Foto di Fabio Saporetti
Figura 14: nido al 1 giugno 2014, area A. Foto di Fabio Saporetti
Figura 15: il posizionamento della gabbia il 2 giugno 2014. Foto di Fabio Saporetti
Figura 15: il posizionamento della gabbia il 2 giugno 2014. Foto di Fabio Saporetti
Figura 16: maschio in cova. Foto di Cristiano Crolle
Figura 16: maschio in cova. Foto di Cristiano Crolle

Passano 3 settimane di “apprensione” per la sorte della covata: i genitori si alternano con regolarità alla cova anche se, specialmente nelle prime due settimane, spesso sull’isola arrivano altri corrieri che disturbano la coppia con frequenti schermaglie territoriali a 3 e 4 individui, con continui inseguimenti, voli e scontri intraspecifici (Figura 17,18,19).

Figura 17: scontro intraspecifico tra il maschio della coppia ed altro maschio intruso. Foto di Fabio Saporetti
Figura 17: scontro intraspecifico tra il maschio della coppia ed altro maschio intruso. Foto di Fabio Saporetti
Figura 18: maschio in volo. Foto di Cristiano Crolle
Figura 18: maschio in volo. Foto di Cristiano Crolle
Figura 19: la femmina in "stretching". Foto di Fabio Saporetti
Figura 19: la femmina in “stretching”. Foto di Fabio Saporetti

Bisogna attendere fino al venerdì 20 giugno per la schiusa delle uova: in tale data si riescono ad intravedere i primi 3 pulli che spuntano dalle piume del ventre materno, mentre un altro uovo non è ancora schiuso (Figura 20). La mattina successiva la gabbia è vuota: anche il quarto uovo è schiuso e i 4 pulli scorrazzano, un po’ malfermi sulle zampette, nelle vicinanze, con gli adulti che continuano a coprirli dal sole e da eventuali predatori che si avvicinano.

Figura 20: il 20 giugno si schiudono 3 uova; due pulli spuntano tra le piume del ventre materno. Davanti, parzialmente scoperto, si intravede un uovo. Foto di Fabio Saporetti
Figura 20: il 20 giugno si schiudono 3 uova; due pulli spuntano tra le piume del ventre materno. Davanti, parzialmente scoperto, si intravede un uovo. Foto di Fabio Saporetti
Figura 21: il maschio mentre si bagna le piume del ventre prima di tornare il nido a coprire i pulli. La settimana precedente la schiusa gli adulti spesso mettevano in atto questo comportamento, stando sopra le uova senza accovacciarsi. Foto di Fabio Saporetti
Figura 21: il maschio mentre si bagna le piume del ventre prima di tornare al nido a coprire i pulli. La settimana precedente la schiusa gli adulti spesso mettevano in atto questo comportamento, stando sopra le uova senza accovacciarsi. Foto di Fabio Saporetti
Figura 22: un pullo di 2 giorni mentre si muove tra i ciottoli dell’isola per alimentarsi. Foto di Cristiano Crolle
Figura 22: un pullo di 2 giorni mentre si muove tra i ciottoli dell’isola per alimentarsi. Foto di Cristiano Crolle
Figura 23: i genitori coprono i pulli dove capita. Foto di Fabio Saporetti
Figura 23: i genitori coprono i pulli dove capita. Foto di Fabio Saporetti
Figura 24: un giovane al 24 luglio. Foto di Fabio Saporetti
Figura 24: un giovane al 24 luglio. Foto di Fabio Saporetti

Al 29 giugno 3 pulli hanno raggiunto l’età di 9 giorni, mentre il quarto è al suo ottavo giorno di vita, mentre l’11 luglio il controllo dell’area rivela la presenza solamente di 3 giovani: il giorno successivo, 12 luglio, rimangano solo due giovani. Al 17 luglio, quindi  con un periodo di sviluppo di 26 giorni, i due giovani sono già in grado di volare e si spostano frequentemente tra una barena e l’altra, mentre è ancora osservabile il maschio della coppia. In questa fase del loro sviluppo i giovani riescono quindi a superare la temuta predazione e a sopravvivere ai temporali verificatesi nella prima metà del mese di luglio, rivelatosi il più piovoso dal 1967 (fonte: Centro Geofisico Prealpino). Gli improvvisi rialzi del livello delle acque, hanno provocato una decisa riduzione della superficie dell’isola ma, fortunatamente, l’abilità al volo permette ai giovani di ampliare l’areale trofico. Il primo agosto sono ancora presenti due giovani, ma non sono avvistati adulti: i temporali e le piogge proseguono ancora nel mese di agosto, ancora una volta il più piovoso dal 1967, e non viene più avvistato alcun individuo.  In zona avviene un’ultima osservazione di un giovane il 26 settembre, ma non possiamo essere sicuri che sia uno degli individui nati sul posto.  Pensando all’anno prossimo ci chiediamo: anche il Corriere piccolo rivelerà la stessa filopatria caratteristica del Fratino?

Non ci resta che attendere, per vedere quali saranno gli sviluppi della storia…….

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio tutti coloro che  hanno risposto alla mia richiesta di informazioni e foto utili alla stesura di questo breve rapporto: Monica Carabella, Silvio Colaone, Cristiano Crolle, Enrico Giussani, Luca Giussani, Andrea Nicoli, Mirko Tomasi, Giuseppe Taverna, Andrea Vidolini. Un doveroso ringraziamento a tutti i collaboratori del portale ornitho.it per il loro contributo costante alla crescita delle nostre conoscenze ornitologiche, poichè senza l’impiego dei loro dati questo rapporto sarebbe stato incompleto: Aletti. R, Bassi S., Bergamaschi L., Bonazzi P., Castiglioni A., Colombo L., Daverio S., Dell’Acqua C., Madella A., Martinoli A., Pentassuglia A., Turconi G., Viganò M. Un ringraziamento speciale a Giovanni Corbellini, Assessore al Comune di Germignaga, per il costante appoggio e la fattiva collaborazione nella diffusione dell’importanza ecologica della foce del fiume Tresa, oltre che per l’aiuto materiale nella realizzazione della gabbia di protezione della covata. Un sentito ringraziamento alle Guardie Ecologiche Volontarie della Comunità Montana Valli del Verbano che si sono alternate nella sorveglianza della nidificazione della coppia di Corrieri presso l’isola del fiume Tresa.


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