IL LABBO DEL LAGO MAGGIORE, 2015

Storia (a triste epilogo, con autopsia) del Labbo che ha sostato dal 23 maggio al 9 giugno 2015 in zona Monvalle-Ispra (in corrispondenza della Zona di Protezione Speciale dei Canneti del Lago Maggiore)

L’esemplare di Labbo rinvenuto agonizzante e morto poco dopo il recupero il giorno 9 giugno 2015 era stato avvistato per la prima volta da ornitologi del GIO nella zona tra Monvallina e Sabbie d’Oro (comuni di Besozzo, Ispra, Monvalle) durante uno dei rilievi per il monitoraggio della ZPS Canneti del Lago Maggiore il giorno 23 maggio. La particolarità dell’osservazione si può desumere dal suo status provinciale, come da «R. Aletti e M. Carabella, 2015, Check-list degli Uccelli della provincia di Varese», da cui è tratta la scheda che segue:

Foto: Franco Aresi

Risulta infatti che la specie è considerata “Accidentale storica”, con tre sole osservazioni accertate nel secolo scorso e nessuna osservazione dopo il 1965).

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Foto: Franco Aresi

Fin dal primo giorno, la rarità della specie – le cui osservazioni sono state inserite regolarmente nel portale nazionale ornitho.it – ha richiamato numerosi birdwatcher in zona e le osservazioni pubblicate (da una trentina di segnalatori, molte con documentazione fotografica) indicano la regolare permanenza in zona del Labbo in apparente buona salute (in volo, in acqua, in alimentazione, con trasferimenti fino al centro lago) fino alla stessa mattina del 9 giugno.
Il GIO, che ha recuperato l’esemplare con l’idea di portarlo a un centro di recupero, non ha potuto che constatarne poco dopo la morte, ma ha pensato di sottoporlo a un’analisi per scoprire le cause del decesso. L’esame autoptico, condotto dal Dott. Vet. Luca Visconti, ha accertato che l’animale è morto di cause naturali (cioè non aveva segni di corpi estranei come pallini da caccia, ami da pesca o altri corpi estranei; inoltre, non presentava fratture) e che la causa del decesso è attribuibile a un’infezione da funghi (che causa granulomi concentrici sugli organi interni). Questo tipo di infezioni, si legge sul referto, «sono tipiche di specie avicole e di frequente riscontro nella pratica veterinaria. Il quadro clinico risulta chiaro con riscontro di una patologia debilitante che progressivamente ha portato il volatile al decesso».

In pratica, nel Labbo si è riscontrata «l’assenza quasi completa dei muscoli pettorali». Questo stato di debolezza probabilmente è il motivo per cui il Labbo si è fermato così a lungo “fuori rotta”. Per il resto, l’individuo aveva buone condizioni di piumaggio e assenza di parassiti sia esterni (pelle e penne) sia interni (vermi ecc.).

L’esemplare, una volta avuti gli appositi permessi di legge dall’amministrazione Provinciale di Verese, è stato tassidermizzato e donato dal GIO al Civico Museo Insubrico di Storia Naturale di Clivio e Induno Olona.

Si allega referto completo dell’autopsia (Dott. Luca Visconti) del 23 luglio 2015.

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